Intervista alla dott.ssa Natalina Gatti, commercialista esperta in startup e PMI innovative.

Intervista alla dott.ssa Natalina Gatti, commercialista esperta in startup e PMI innovative.
Gentile dott.ssa Natalina Gatti, continuiamo ad approfondire il credito d’imposta beni strumentali 2021. Ci spiega l’importanza dell’interconnessione dei beni strumentali tecnologicamente avanzati ai fini della fruizione del credito d’imposta
In pratica, per far sì che un’azienda possa beneficiare del credito d’imposta, come indicato dall’allegato A e B, legge 11 dicembre 2016, n. 232 che specifica la tipologia di beni ammissibili, è necessario dimostrare che il bene strumentale sia interconnesso nell’attività produttiva ed organizzativa.
Quindi, non basta solo l’acquisizione e la semplice messa in funzione di un bene strumentale nuovo che rispetta i requisiti previsti dagli allegati A e B della legge n. 232 del 2016, ma bisogna rispettare anche l’ “interconnessione” nei periodi d’imposta successivi a quello in cui il bene viene interconnesso per continuare a beneficiare dell’agevolazione.
Per “interconnessione” si intende che il bene debba essere tecnologicamente avanzato ovvero permettere lo scambio di informazioni con sistemi interni in base a specifiche riconosciute (protocolli TCPIP, HTTP, MQTT, ecc.) e che sia identificato in modo univoco.  In realtà, poiché il tema dell’interconnessione dei beni strumentali è molto complesso e tecnico, è sempre bene avvalersi della consulenza di un professionista esperto nell’ambito.
Come viene utilizzato dall’impresa o dal professionista il credito d’imposta beni strumentali 2021
Ci sono delle regole ben precise per l’utilizzo del credito d’imposta beni strumentali 2021. Infatti, questo è permesso esclusivamente in compensazione mediante il modello F24 e ripartito in tre quote annuali dello stesso importo.
Per i beni strumentali materiali e immateriali ordinari dall’anno fa riferimento l’anno di entrata in funzione del bene, mentre per quelli che vengono considerati tecnologicamente avanzati utilizzo è calcolato dall’anno di interconnessione.
Il bonus credito d’imposta beni strumentali 2021 non è imponibile ai fini delle imposte sui redditi ed è esente dall’ imposizione IRAP.  Inoltre, il credito che non viene utilizzato può essere usufruito anche nel periodo di imposta successivo senza limite temporale. Anche in questo casi si è in presenza di una questione fiscale che richiede competenze specifiche e che deve essere affrontata con il supporto di un professionista.
 

Che importanza ha la comunicazione al MISE del credito d’imposta beni strumentali 2021?

 

Si parla spesso della necessità di effettuare una comunicazione al MISE, ovvero al Ministero dello Sviluppo economico per il credito d’imposta beni strumentali 2021. In realtà, questa è puramente informativa per permettere al MISE di valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative, quindi è da ritenersi su base volontaria e per favorire la collaborazione.
Lo stesso Ministero dello Sviluppo economico ha chiarito che l’applicazione delle discipline agevolative e l’utilizzo in compensazione dei relativi crediti non sono legati all’aver o meno effettuato la comunicazione.
Ci spiega le problematiche relative al cumulo d’imposta beni strumentali 2021?
Il credito d’imposta beni strumentali è una misura di carattere generale e, come tale, è cumulabile con altre agevolazioni. Quest’ultime però,  a loro volta, non devono avere divieti di cumulo con altre agevolazioni ed è importante anche verificare l’imponibilità ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP del bonus investimenti.
Dopo aver verificato queste condizioni è necessario individuare che i costi ammessi ad entrambe le agevolazioni non siano inferiori al costo sostenuto. Infatti, secondo le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate,  se la somma di queste fosse superiore, il contribuente deve ridurre il credito di imposta spettante per non superare il limite massimo del 100 per cento dei costi sostenuti.
É difficile quindi stabilire una regola su base generale e solo un’attenta valutazione caso per caso potrà fornire indicazioni giuste.
Cosa accade agli investimenti beni strumentali 2021 realizzati mediante contratti leasing? 
Se gli investimenti in beni strumentali sono stati effettuati mediante contratti di leasing, l’Agenzia delle Entrate prevede che se il bene non viene riscattato entro i due anni dall’entrata in funzione e dall’interconnessione, interviene il recapture. Questo perché, se il riscatto viene meno, il bene viene considerato come se fosse stato  venduto o delocalizzato al di fuori del territorio nazionale. L’alternativa per il proprietario del bene è quella di stipulare un nuovo contratto di leasing avente ad oggetto il medesimo bene oggetto di agevolazione.
Diverso, invece potrebbe essere il caso del sale and lease back, differente dal sistema di leasing tradizionale, poiché, l’utilizzatore dispone di un bene di sua proprietà, ma che per eventuali esigenze organizzative e di liquidità preferisce avere in locazione.
La situazione relativa al leasing può essere complessa per cui è meglio richiedere la consulenza di un commercialista esperto.
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Pamela