Alfredo Vassalluzzo, le radici nel Cilento e Gargoyle premiato: un percorso da conoscere
Cresciuto nel Cilento, insegnante a Genzano, autore di un romanzo nato dall’esperienza a Velletri: il percorso di Alfredo Vassalluzzo attraversa luoghi diversi, ciascuno con un ruolo preciso. Il 14 novembre 2026 si aggiungerà Napoli, dove è prevista la consegna del Premio Publio Virgilio Marone vinto da Gargoyle nella sezione Narrativa edita.
Per una lettura attenta al territorio, la notizia ha un interesse particolare. Racconta un autore legato al Cilento la cui scrittura si sviluppa attraverso esperienze maturate altrove. Le radici sono una parte della biografia; la materia del romanzo nasce dall’incontro con persone e condizioni che ampliano quell’orizzonte.

Le origini aiutano a situare una storia, non la esauriscono
Il legame con un territorio rende riconoscibile un percorso e può suscitare curiosità verso chi lo ha compiuto. Nel caso di Vassalluzzo, però, fermarsi all’appartenenza geografica lascerebbe fuori una parte essenziale del lavoro. Gargoyle, pubblicato da Sensibili alle Foglie, prende forma a partire dall’insegnamento nel carcere maschile di Velletri.
Il passaggio dall’origine personale all’esperienza vissuta permette di osservare il romanzo senza attribuire al Cilento caratteristiche narrative che non sono state indicate. Ciò che sappiamo è più concreto: lo scrittore e docente ha trasformato un’esperienza educativa in una narrazione sulle relazioni umane, sul significato della pena e sulle difficoltà dell’educazione nella reclusione.
Il lavoro quotidiano entra nella scrittura
La formazione di Vassalluzzo comprende Lettere Moderne e Psicologia Clinica. Insegna Italiano e Storia all’Istituto Superiore Sandro Pertini di Genzano, in provincia di Roma. Questo intreccio di studi e professione aiuta a comprendere perché il rapporto fra parole e persone occupi un posto rilevante nel suo percorso.
Nel romanzo l’insegnante incontra studenti detenuti che mettono alla prova aspettative e convinzioni. Le lezioni diventano un punto da cui osservare il peso dei silenzi, dei gesti e delle parole. La relazione educativa coinvolge anche chi insegna: il contesto concreto costringe a confrontarsi con la distanza fra ciò che si vorrebbe fare e ciò che è possibile realizzare.
Il lavoro non rimane quindi soltanto una voce della biografia. Diventa origine di domande che continuano oltre il luogo e il tempo in cui sono nate. È proprio questa persistenza degli incontri, richiamata dall’autore nel racconto della genesi del libro, a collegare l’esperienza e la scrittura.
Napoli è la tappa annunciata, il riconoscimento è già arrivato
La dimensione territoriale della notizia acquista forza proprio quando conserva queste distinzioni. I luoghi non diventano sfondi intercambiabili: indicano le origini dell’autore, il suo lavoro, l’esperienza che alimenta il libro e l’appuntamento pubblico del riconoscimento.
La vittoria del Premio Publio Virgilio Marone riguarda la sezione Narrativa edita. La cerimonia del 14 novembre 2026 deve ancora svolgersi e rappresenterà il momento della consegna. Per raccontare il percorso con precisione, è utile distinguere l’assegnazione del premio dall’appuntamento previsto per celebrarla.
Il riconoscimento offre nuova attenzione anche ai temi del romanzo. Attraverso personaggi come Ling, Damir ed Ernesto emergono fragilità, maschere e contraddizioni; dolore e ironia convivono, insieme a inattesi momenti di leggerezza. L’ambiente della reclusione viene così avvicinato attraverso una pluralità di dimensioni umane.
Una vicenda radicata in Italia può incontrare altri lettori
Il percorso del libro comprende la versione inglese Behind the Law, disponibile per il pubblico anglofono. La traduzione aggiunge una possibilità di incontro senza cambiare l’origine dell’esperienza. Dignità, esclusione ed educazione sono questioni che possono essere comprese anche da chi conosce poco i luoghi italiani coinvolti.
Il reinserimento e il giudizio della società, richiamati fra i temi dell’opera, allargano ulteriormente il campo. La fine della pena lascia aperto il rapporto con lo sguardo degli altri e con la possibilità di essere riconosciuti nel cambiamento. Da una biografia che ha radici nel Cilento nasce così un’occasione di confronto più ampia: seguire un autore significa anche seguire le domande che il suo cammino ha reso possibili.